sabato 8 dicembre 2007

Filastrocche Migliusesi

Le tradizioni popolari tanti anni fa oltre che con i proverbi e le canzoni ci venivano trasmesse anche attraverso filastrocche, generalmente erano il termometro delle condizioni in cui versava la gente e soprattutto davano il senso a quello che era la cosa più importante. Il primo problema da risolvere, perfino nei sogni, ed il desiderio più grande era sfamarsi ed ancora sfamarsi per riempire quella pancia che era quasi sempre vuota. Quando il tempo poi aveva scandito l’eta' e ci si sentiva vicini alla fine, spesso i nostri avi più perspicaci, recitavano quella filastrocca, alla moglie o alle figlie, ironizzando sulla loro futura morte.

BELLA SI MUORU

BELLA SI MUORU………TE LASSU DITTU
NU MME MINTIRE AMMIE ECU L’AUTRI MUORTI
FHACITIME NA FHOSSA LONGA E STRITTA
PPEMMU CCE CAPE LLU MIO AFFRITTU CUORPU
E LLU TAVUTU INCHJITI D’OVA FHRITTI
E LLU CUVIERCHIU FHATTU E CAPPELLAZZI
E PPE CUSHJINU NU BIELLU PRISUTTU
I CANDILIERI FHATTI CCU SAZIZZI
PPE D’ACQUA SANTA USATI VINU FHORTE
PUE ME MINTITI AMMIENZU DE DUE SCHETTE
CANTATIME LE REQUIE …….SUGNU MUORTU



Oppure si pensava a quanta roba avrebbero potuto mangiare se ci fosse stata la possibilità.

A SCIANCATA

ME MANGERA SIE JENCHE A NNA MATINA
E SIE MUNTUNI CCU TUTTA LA LANA
DE VERMICIELLI NA QUADARA CHJINA
E PPUE DE PANE NA FHURNATA SANA
DE VINU MI NDE VIVERA NNA TINA
DE SUPPRESSATE NA CISTELLA CURMA
SI ANCORA A PANZA MIA NUN FORRA CHJINA
PIRA CCU CASU ANCORE ‘NTRA FHURMA.

venerdì 7 dicembre 2007

Meliusum - "Ditti Antichi"

Ripercorriamo le nostre origini con i proverbi...




"DITTI ANTICHI"
(u dittu e l’anticu un vene menu mai)


Prima parte
Seconda parte

Terza parte

giovedì 6 dicembre 2007

Fotografie

Stagione 2007/08













In piedi da sinistra: Lucia Ga. (vicepres.); Lucia Ang. (pres.); Cianflone F. (secondo all.); Lucia F. (segr.); Lucchino (all.); Lucia Ad.; Di Giorgio; Fazio F. '72; Fazio F. '68; Iuliano A.; Iuliano D.; Matarazzo; Sinopoli; Iuliano S.; Iuliano M.; Fiala' e Fazio G.

Accovacciati da sinistra: Talarico (prep. port.); Lucia O. (d.s.); Mancuso; Lucia An.; Pulice; Cianflone A.; Iuliano O.; Scalise; Della Porta e Lucia P.

mercoledì 5 dicembre 2007

Storie di Brigantaggio a Migliuso - Parafante

Parafante (Pietropaolo Mancuso)

Era un sanfedista nato nel 1783 nella frazione Serra nel comune di Scigliano. Partecipo’ all’impresa del cardinale Ruffo e svolse diverse azioni per conto degli inglesi. Brigante temutissimo era tra i piu’ potenti della Calabria. Parafante era considerato il re della montagna, perche’ dotato da eccezionali doti naturali. Era alto,prestante, aveva mente aperta, coraggio ineguagliabile,disprezzo per la vita,abile nel comandare e farsi ubbidire da tutti compreso il famigerato Pietro Bianchi. In alcune caverne naturali, compresa una a Valente, e meglio conosciuta come “a grutta e Carminu” , si racconta avesse nascosto un immenso tesoro, frutto delle sue numerose scorrerie. Veniva chiamato anche il brigante galantuomo, perche rubava ai ricchi per dare ai poveri. Numerose sono le testimonianze che abbia aiutato a fornire la dote a ragazze bisognose, ed aiutato vecchi e malati. Aveva amici dappertutto,all’interno della chiesa, delle autorita’ e dei baroni . Erano tempi in cui il rispetto si imponeva con la forza, e lui la forza l’aveva e la sapeva usare anche bene. A volte girava per i paesi incurante della presenza di sbirri e gendarmi perche’ sapeva di essere protetto da chi deteneva i posti di comando, ai quali anche lui comunque dava protezione. I poveri lo rispettavano per la sua generosita’, e lo giudicavano diverso dagli altri tristemente noti come, il famoso generale Panedigrano, al secolo (Nicola Gualtieri)di Conflenti , Francatrippa (Giacomo Pisano)di Pedace, Papa’ (Lorenzo Benincasa) di Sambiase, Fra Diavolo (Michele Pezza) da Itri etc.
Parafanti diventa brigante, per rispondere ai sopprusi dei potenti di allora, ed abbraccia la causa Borbonica, contro i francesi, che a quei tempi con la scusa di dare aiuto alla neonata Rebubblica Partenopea avevano invaso il meridione d’Italia. Spesso le rivolte sociali degenerarono in volgare delinquenza, come quando a Parenti una banda di briganti con l’intenzione di rubare il bestiame, attacco’alcuni pastori i quali risposero al fuoco e misero in fuga i briganti. Ma i briganti alcuni giorni dopo,notte tempo, fecero irruzione nella comunita’e sgozzarono tutti gli uomini, che colti di sorpresa non ebbero il tempo di opporre la pur minima resistenza. La cosa piu’ orribbile fu, che i briganti obligarono le mogli dei pastori, a tenere sotto la gola dei propri mariti una ciotola di legno, per la raccolta del sangue mentre venivano sgozzati. Dopo l’eccidio violentarono le donne e imbrattarono i muri di sangue a ricordo del loro barbarico gesto. Una parte di briganti si conquistava cosi’ il rispetto: con la ferocia, seminando orrore e terrore ed imponendo la completa sottomissione ai loro voleri.Vogliamo pensare che Parafante non fosse stato cosi’. A Migliuso non si sono registrati episodi che accusino Parafante di malefatte contro la nostra gente. La banda Parafante, aspramente incalzata dai Francesi, abbandono’ le campagne di Scigliano , e trovo, rifugio piu’ sicuro a mezza costa, nelle montagne che sovrastano il Nicastrese. Sono stati registrati diversi episodi di scorrerie tra i confini di Serrastretta e Decollatura. Gli ultimi tempi la banda li passo’, nel fondo della famiglia Scalise, considerato da Parafante il rifugio piu’ sicuro e non sarebbe stato scoperto se non fosse avvenuto quanto segue: Parafante aveva un’amante di Decollatura, la quale s’ingelosi’ perche’ il feroce bandito aveva rapito una giovanetta di 15 anni, della quale si era follemente invaghito. Un giorno che la banda si trovava nei pressi di “a petra do cuorvu” la donna chiese il permesso di andare a trovare i parenti, Parafante fu daccordo,ma segretamente disse al suo compagno Giovanni Falvo, “appena si allontana scannala che ci tradisce”. Il Falvo che era diventato brigante per amore di una donna (Rosa di Pedace), non credendo al tradimento si rifiuto’ di ucciderla, cosi la donna ebbe la possibilita’ di andare a trovare i parenti . Giunta a casa i genitori la obligarono a presentarsi al capitano Adamo, al quale confesso di avere fatto parte della banda Parafante, e di essere stata ospite in un villaggio di Serrastretta in casa di una certa Cassandra. Nel commune di Serrastretta esiteva una sola Cassandra. Cassandra Mancuso moglie di Giuseppe Antonio Scalise di Migliuso, dedussero cosi’ che la banda Parafante avesse fissato dimora in quella contrada, presso quella famiglia. Il capitano Adamo informo’ il Gen. Jannelli, ed insieme decisero di dare una lezione al Parafante. Il giorno 15 del mese di febbraio del 1811, la leggenda narra che al comando di 1500 uomini (Propabilmente si trattava di 150,considerato che la banda era composta solo da 10 persone), partirono da Serrastretta, in direzione Migliuso portando con loro la donna che li condusse nella contrada Valente.
Non appena Parafante vide avvicinare quella gente, guardo’ Giovanni Falvo di Villanova e Pasquale Loschiavo di Amato detto gunnella e disse : "Stanu veniendu mu n’attaccanu - Ve l’avia dittu ca chilla scrufhuna ne fhacia llu tradimientu".
Parafante e i suoi cercarono rifugio nella grotta ai margini del bosco, cercando di confondersi tra i nemici,ma incalzati dale forze soverchianti cercano di scendere verso il fiume Cancello. Nella localita’ Chiuso vengono accerchiati dal fuoco nemico,si difendono come belve feroci .Sul campo rimangono uccisi diversi soldati e sei briganti. Parafante benche’ ferito ad una gamba combatte fino alla morte. Appoggiato al tronco di una grossa quercia, vede avanzare un militare, e lui lo fredda con un colpo di pistola; ma poi un altro militare riesce ad aggirarlo, e gli pianta un colpo di pistola al petto.Parafante emette un acuto grido, e cade a terra perdendo la sua carabina. Il militare credendolo morto,si lancia sopra di lui per fare bottino ma Parafante ancora in vita, lo stringe con le braccia, gli conficca il coltello nella schiena e l’uccide. Alla fine ancora ad un terzo nella colluttazione, stacca con i denti il dito police della mano,e spira vendicato cadendo nell’acqua gelida del fiume Cancello precisamente nel punto oggi chiamato “U vullu e Parafhante” non lontano della leggendaria “Petra e Caruvetta” o meglio conosciuta come la pietra del tesoro. Il corpo di Parafante con la testa mozzata, venne portato nel suo paese natale, Scigliano e viene esposto in piazza dentro una gabbia di ferro. Uno dei fratelli di Parafante che era prete fini’ impiccato dai francesi a Nicastro insieme alla sorella, mentre gli altri quattro non furono molestati, in quanto si diceva fossero di indole buona. Dopo una settimana il corpo del Parafante venne smembrato, fatto a pezzi ed esposto nelle zone dove le sue gesta erano diventate una leggenda.
Alla leggenda noi vogliamo aggiungere qualcosa, che chiarisca come siano andate veramente le cose: Serrastretta malgrado l’occupazione Francese continuava a parteggiare per i Borboni, proprio per questo Parafante aveva trovato rifugio sicuro a Migliuso; Ma nei primi giorni del 1811 i maggiorenti di Serrastretta si recarono a Nicastro, per firmare un accordo col gen. Jannelli comandante della Piazza ,ed erano passati dalla parte dei Francesi. Conseguentemente la banda Parafante rimase senza nessuna protezione, e venne attaccata e distrutta ,ma non per il tradimento dell’amante, che comunque era stata costretta a denunciarlo, ma per volonta’ dei Serrastrettesi che erano passati dall’altra parte della barricata.

martedì 4 dicembre 2007

Il punto sulla giornata - 6a ANDATA








La mai doma compagine presilana divide la posta con la Mac in un match in cui vede le due squadre dividersi anche il predominio dei due tempi di gioco. Infatti, nel primo e' la compagine di casa guidata a centrocampo dal veterano Agostino (appena quarantunenne) ad avere la meglio dimostrando di essere all'altezza di dare battaglia ad una big come la Mac ed si impone con un generoso rigore dato dall'arbitro chiudendo la prima parte dell'incontro in vantaggio. Ma il team di mister Lucchino cambia marcia dopo la pausa ed assedia l'area avversaria per tutta la ripresa fallendo clamorosamente le molteplici occasioni capitate ai piedi degli attaccanti, incredibile l'errore di Mancuso che si divora un gol quasi fatto da distanza ravvicinata al 65' ma dopo 5 minuti e dopo innumerevoli occasioni sprecate il bomber Dino Iuliano centra il pareggio con una bella volé che si insacca sulla sinistra del portiere avversario.
Dopo un breve rilassamento i biancoazzurri tentano il tutto per tutto certi di arrivare al successo ma la scarsa vena in fase realizzativa di Mancuso, Matarazzo e Iuliano Alex che tentano la fortuna nei minuti finali non farà schiodare il risultato dal 1-1.
Mister Lucchino a fine gara sfoga la sua rabbia non riuscendo a digerire il mancato successo in questo cammino verso la prima classe che ora si allontana di tre punti dalla capolista N. Pontegrande che vince in trasferta a Cropani contro il Carrao con il minimo scarto (1-0).
Bello il gesto di fair-play del neo entrato Rizzo per il Cerva che fa cambiare decisione all'arbitro per un errata assegnazione di calcio d'angolo nei minuti finali per la compagine locale. L'arbitro non ha commesso gravi errori ma purtroppo pecca nella gestione della partita regalando cartellini gialli ad entrambe le formazioni in campo.
Le noti positive della gara per la Mac sono la granitica autorevolezza in difesa di Critelli e la non più sorprendente bravura del giovane Scalise che sia quando gioca a destra che quando dopo la sostituzione di Gianluca Lucia il mister lo impiega a sinistra dimostra di saper tenere bene la posizione con grinta e buona qualità.
Cresce ancora la forma di Di Giorgio che in questa partita è il migliore in campo ma il mister aspetta che sia al 100% per far fare il salto di qualità alla squadra.
Cerva
- MAC 3 1-1

Reti: Iuliano Dino.
Formazione:


1) Iuliano Marco
2) Iuliano Oscar
3) Lucia Gianluca (Fialà)
4) Di Giorgio Gianni (cap.)
5) Cianflone Alessio
6) Critelli Bruno
7) Iuliano Alex
8) Matarazzo Francesco
9) Iuliano Dino
10) Mancuso Antonio
11) Scalise Giuseppe

12) Talarico Roberto
13) Fialà Andrea
14) Della Porta Maurizio
15) Lucia Francesco
16) Lucia Paolo
17) ///
18) ///


All. Lucchino Francesco
Indisponibili: Lucia An., Cerminara, Galluzzi, Fazio F. '72, Fazio F. '68, Lucia Ad., Felicetti, Pulice e Sinopoli.
Squalificati: Iuliano S.
Il punto sul Girone F

Botte in campo tra Magisano e Salcamp
"Nell'anticipo di sabato il Vena ha battuto la Santacroceravolo con ben cinque reti, con Bertuca che realizza una doppietta. Ottime le prestazioni anche di Provenzano e Rondinelli, una rete per uno. Il Santacroceravolo in campo c'è ma la difesa pecca più e più olte. Goleada per la Cicalese che gonfia per ben sette volte la rete del Miglierina, tripletta di Ambrosio, doppietta di Muraca e Mancuso e Gigliotti un gol a testa. Quattro i gol segnati allo Zagarise dal Petronà, segnano Gentile, Scalise e doppietta di Valoroso. L'Amato vince in casa contro l'Uesse Catanzaro per tre a uno magnifica prestazione di Molinaro che segna tre gol arrivando in classifica marcatori a quota sette reti. Ottima prestazione per la Nuova Pontegrande che vince fuori casa che segna su errore del Carrao. Difficile gara tra Salcamp e Magisano, finisce con un pareggio, due a due, ma in campo il gioco non è stato dei più corretti, infatti è stato necessario l'intervento dei Carabinieri per sedare una rissa tra giocatori".


Maurizio Cacia

Calabria Ora, lunedì 3 Dicembre 2007, TERZA CATEGORIA - Pag. 50