lunedì 26 novembre 2007

Il punto sulla giornata - 5a ANDATA









Dopo il passo falso della scorsa settimana la Mac riprende la corsa verso la vetta incamerando altri tre punti nella partita casalinga contro il Salcamp e conquista il secondo posto approfittando della battuta d'arresto della capolista Petronà che perdendo per 2-1 in casa della N. Pontegrande le cede oltre la vittoria anche il primo piazzamento in classifica.
La partita non è un vero spettacolo, anzi per lunghi tratti vede le due squadre manovrare affannosamente senza quella verve giusta per assestare il colpo vincente.
Ma a sbloccare il risultato ci pensa il jolly Matarazzo e la buona vena di Dino Iuliano, entrato nella ripresa al posto del rientrante Mancuso, che scuotendo la squadra permette il bomber di Cancello con uno splendido colpo di testa proveniente da un calcio piazzato di bucare la rete avversaria. Non cambia più nulla ed il risultato è in cassaforte, il tabellino si fissa sul 2-0 che regala la vittoria al team biancazzurro.

Mac 3 - Salcamp 2-0
Reti: Matarazzo ed Iuliano Dino.

Formazione:

1) Fazio Felice '72
2) Della Porta Maurizio
3) Iuliano Oscar
4) Iuliano Simone
5) Critelli Bruno (cap.)
6) Cianflone Alessio
7) Iuliano Alex
8) Matarazzo Francesco
9) Mancuso Antonio
10) Di Giorgio Gianni
11) Lucia Paolo

12) Lucia Francesco
13) Fialà Andrea

14) Felicetti Bernardino
15) Pulice Salvatore

16) Iuliano Dino
17) Lucia Gianluca
18) Scalise Giuseppe

All. Lucchino Francesco

Indisponibili: Cerminara, Galluzzi, Iuliano Marco.
Squalificati:

Il punto sul Girone F

La Nuova Pontegrande vince e allunga
"La Pontegrande batte la più diretta inseguitrice Petronà per 2 a 1 grazie al rigore di Marino e al gol di Trapasso che rende vano il tentativo di recupero provato dagli ospiti col gol dagli undici metri di Bizantini. Non approfitta della sconfitta della vice regina del girone il Salcamp che cade due a zero sul terreno di gioco del Mac3, che guadagna lei ora la seconda piazza. Insegue il Vena che torna al successo dopo la debacle con l'Amato della scorsa giornata e sconfigge il Carrao, a cui non basta la rete di De Fazio. Alle spalle dei lametini c'è lo Zagarise che con De Tursi e Capicotto (su rigore quest'ultimo) archivia la pratica Cicalese. Altri risultati importanti sono la netta vittoria del Magisano sull'Amato, il quale non dà continuità all'ottimo momento delle ultime giornate. Per il Magisano in rete Corea, Dardano e Valletta. Due, infine le vittorie corsare: sono quelle della Santacroceravolo che col minimo sforzo espugna il terreno dell'Uesse, brindando al gol di Caracciolo. L'altro colpaccio in trasferta lo effettua il Cerva che vince in quel di Miglierina con Raimondi e Agostino".

Francesco Calvano
Calabria Ora
, lunedì 26 Novembre 2007, TERZA CATEGORIA - Pag. 51

mercoledì 21 novembre 2007

Storie di Migliuso - Brigantaggio

Come tutte le località dell’Italia meridionale anche la nostra zona ha registrato il fenomeno del brigantaggio.
Le motivazioni della nascita di questo fenomeno sono diverse, ma una puoò essere ritenuta comune per tutto il meridione d’Italia. La povertà delle masse contadine sfruttate dal regime feudale, impoverite dalle tasse e oppresse dal clero (che era diventato proprietario delle terre alla pari dei baroni). Il passaggio delle terre della chiesa ai soliti Baroni giacobini, dopo l’arrivo dei Francesi a discapito delle masse contadine.
Possiamo comunque distinguere il brigantaggio in tre periodi: Occupazione Francese - Restaurazione dopo il cogresso di Vienna - Periodo post unitario.
Va detto che al pari di tutti gli altri briganti quelli che hanno battuto la nostra zona non erano dei malfattori o banditi come qualcuno vuole insinuare. Erano operai, artigiani, contadini ribelli alla prepotenza ed al soppruso dello straniero, allo sfruttamento continuo ed alle ingiustizie sociali, al disumano trattamento in particolare per la gente indifesa ridotta alla fame e alla disperazione, dai baroni e dai loro rappresentanti, i quali parteggiavano, o erano sempre sul carro dei vincitori. Nessuno si deve meravigliare se durante la latitanza i cosiddetti briganti, braccati come cani, abbiano commesso atti di inconsulta violenza. I pastori della nostra zona non hanno mai negato il loro aiuto a coloro che avevano il coraggio di ribellarsi. Primo per una forma di rispetto, e poi anche per timore di conseguenze negative, che un tradimento avrebbe potuto comportare. Il più famoso brigante che ha trovato rifugio e poi la morte, nelle nostre zone è stato Pietro Paolo Mancuso (Parafante) ma tanti altri come Gallù da Caraffa (una fontana del bosco di grotte porta ancora il suo nome), Lorenzo Benincasa da Sambiase detto Papà (la località chjanu e papà è dove venne ucciso e fatto a pezzi dalle gendarmerie Francesi. Di questo periodo si narrano due brutti episodi. Il primo commesso dai briganti di Gallù ed il secondo dai gendarmi Francesi. Francesca Juliano con la nipotina Lauretta tornavano da Carratello dove erano pastori i loro genitori, e tornavano come possono tornare spensierate due giovanette di 12 e 16 anni cantando ua canzone dedicata al costume calabrese, “Ciu ciu lu pulicinu, cumu te mere ssu mantisinu” Quando queste ebbero raggiunto quello che oggi è chiamato u Chjanu e don Marcellu uscirono dal bosco i briganti e brutalmente violentarono entranbe e la violenza fu tale che Lauretta da allora perse l’uso della parola. Il secondo alla timpa delle grotte più o meno nella stessa zona fu perpetrato dai francesi ai danni di un pastorello di 14 anni Angelo Mazza al quale i gendarmi incontrandolo chiedettero notizie sui nascondigli dei briganti. I briganti che erano proprio dove si trovava Angelo quando scorsero la gendarmeria si nascosero sul crostone della timpa raccomandando al pastore di non parlare di loro altrimenti l’avrebbero ucciso. Angelo da buon calabrese disse di non sapere dove si nascondevano e di non aver visto nessuno ma uno dei soldati tirò fuori una cordicella (romaniellu) e con questa legò i pollici delle mani di Angelo mettendolo a penzoloni dentro la timpa e minacciandolo di lasciarlo cadere se non avesse rivelato dove stavano i briganti. Angelo da buon calabrese non parlo’, anche perche’i briganti che si trovavano sul crostone della timpa avevano puntato i loro fucili contro di lui minacciandolo di morte se avesse parlato. Alla fine dopo ore di sofferenza Angelo venne tirato su ma a conseguenza di ciò aveva riportato il distacco delle ossa dei pollici dalla mano perdendone l’uso. I pollici diventarono grossi come una mazzetta tanto che da allora Angelo Mazza venne soprannominato Mazzarella ed a distanza di quasi 200 anni il soprannome resiste ancora.
La seconda parte del brigantaggio non è cosi mitica come la prima perchè non ha uno straniero invasore da combattere ma non manca di efferrati episodi condotti da Diego Mazza da Serrastretta (il quale alla fine venne ucciso e suo cugino per paura che tornasse in vita col coltello gli mozzò la testa ) e da Giuseppe Guzzo di Miglierina (Soprannominato Fhaciune) che aveva promesso di uccidere 40 persone ma sfortunatamente per lui arrivò solo a 39 perchè il quarantesimo fu lui stesso. La nostra zona non fu coinvolta nel brigantaggio post unitario; ma appena dopo veniva infestata da bande di delinquenti comuni che trovavano appoggio anche presso famiglie del posto e vivevano di ruberie e sopprusi ai danni dei poveri pastori e contadini. Di questo periodo va ricordato il passaggio nella nostra zona del brigante Peppe Musolino. Angelo Lucia di Migliuso aveva il suo piccolo podere a Gaccia. Un giorno scorse una persona tra le sue piante di fichi d’india, si avvicinò per chiedere chi fosse e cosa facesse là, quando la persona in questione si avvicinò ad Angelo mostrandogli un fico che aveva mangiato e con segni da muto cerco di far capire che era affamato. Angelo cercò di far capire allo sconosciuto che non aveva niente di pronto con se ma se non aveva fretta presto sarebbe arrivata la moglie Rachele Juliano e avrebbe preparato qualcosa da mangiare. Peppe continuando a fingersi muto senza parlare mangiò e passò la notte in casa di Angelo, ma quando al mattino Angelo andò per svegliarlo Peppe non c’era più ed al suo posto aveva lasciato un biglietto con scritto “Tante grazie Peppe Musolino”. Angelo che era analfabeta si fece leggere il biglietto dal prete Don Tommaso Fragale.
Nei ricordi popolari vengono menzionati come briganti alcuni delinquenti comuni che hanno seminato morte nella nostra zona solo per il gusto ed il piacere di sentirsi grandi. Es. Carmine Cotronei datosi alla macchia e diventato poi fuorilegge perchè aveva disertato la leva militare e Pietro Scalise di Angoli con suoi compari Tommaso Mauro, Domenico Romeo etc. Il periodo più cruento del brigantaggio è stato quello della dominazione Francese 1806/1813. Gioacchino Murat diede pieni poteri al generale francese Antonio Manhes che agì con spietata energia tanto che nel giro di due mesi passo per le armi tremila imprendibili briganti. Quest’uomo non perdonò ad età sesso e parentela: con i veri rei caddero tanti innocenti ( A Migliuso i fratelli Scalise detti Valenti) e furono violate i più intimi sentimenti, gettata la diffidenza all’interno delle famiglie, morto ogni senso di pietà, per i più innocenti affetti della natura, si videro cose atroci, denuncie orribili, fughe romanzesche. Ordinò che ciacun comune denunciasse i briganti, armò i fattori e i guardiani, fece ritirare il bestiame agli agricoltori, fece sospendere tutti i lavori campestri, dichiarò la pena di morte per tutti coloro che in campagna nascondessero viveri. Tolse così ai briganti assistenza e connivenza con proprietari terrieri e contadini. Dopo averli isolati li fece assalire e fu così zelante che li assalì lui stesso e non perdonò nessuno, nemmeno una madre che ignara degli ordini, portava il solito vitto al figlio che stava lavorando nei campi, fece diventare la Calabria un campo chiuso dove gli uomini davano la caccia ad altri uomini. Manhes usò i più raffinati supplizi per dare l’esempio, Benincasa (Papà) e Parafanti per quanto crudeli morirono da intrepidi, così come cadde e scomparve la famiglia Scalise soprannominati "I valienti" (I valorosi).

martedì 20 novembre 2007

Storie di Brigantaggio a Migliuso

Storie di Brigantaggio a Migliuso




BRIGANTI SI MORA
Amm pusat chitarre e tammure
pecchè sta musica s'adda cagnà
simm brigante e facimm paura
e cca scuppetta vulimme canta ( 2 volte )

Rit. eeeeeeee oooooo eeeeeeee oooooo ah ah ah ah


chi a vist’o lupo s'è mmise appura

nun sape bbuono qual'è a verita
o vero lupo se magna e ccrioture?
E piemuntese l'avimma caccià ( 2 volte )

Rit. eeeeeeee oooooo eeeeeeee oooooo ah ah ah ah


tutt'e paise d'a Basilicata

se so scetate e mmò vanno alluccà
pure a Calabria sé arrevutata
e stu nemico l'avimma caccia ( 2 volte )

Rit. eeeeeeee oooooo eeeeeeee oooooo ah ah ah ah


e mmò cantomm sta nova canzone

e tutti paise se l’anna mparà
nun ce ne fotte do rrè burbone
a terra è a nosta e nun l'adda tuccà ( 2 volte )

Rit. eeeceeee oooooo eeeeeeee oooooo ah ah ah ah


femmena bella ch'è pigliate stu core

si nu brigante vulite salvà
nun ò cercate, scurdoteve o nomme
chi ce fa guerra nun tene pietà ( 2 volte )

Rit. eeeeeeee oooooo eeeceeee oooooo ah ah ah ah


omm se nasce brigante se more

e fin'all'ultimo avimma alluccà
e si murimmo jettat’ nu sciare
e na jastemma pe sta libertà ( 2 volte )

Rit. eeeeeeee oooooo eeeeeeee oooooo ah ah ah ah


lunedì 19 novembre 2007

Il punto sulla giornata - 4a ANDATA








Brutta battuta d'arresto per la squadra allenata da mister Lucchino che cade fuori casa contro una diretta avversaria per la lotta verso la promozione con un pesante 3-0, che lancia il Petronà verso la vetta.
Il team biancazzurro si presenta ai nastri di partenza con una formazione molto rimaneggiata viste le squalifiche di Mancuso, Matarazzo e Iuliano Simone e le indisponibilità di altri elementi della rosa tra cui Cinaflone e Iuliano Oscar, obbligando di fatti il mister ad inserire sulla lista dell'arbitro solo quattordici elementi.
Comunque la Mac regge bene all'urto riuscendo a chiudere la prima parte del match sotto solo di un gol ma nella ripresa naufraga concendendo agli avversarsi altre due reti che fissano il risultato sul 3-0 per la nuova regina del girone.
Petronà - MAC 3 3-0
Reti: .
Formazione:
1) Fazio Felice '72
2) Scalise Giuseppe
3) Lucia Gianluca
4) Cantafio Giuseppe
5) Critelli Bruno
6) Lucia Antonio (cap.)
7) Vescio Mirko
8) Pulice Salvatore
9) Iuliano Dino
10) Di Giorgio Gianni
11) Lucia Paolo
12) Lucia Francesco
13) Felicetti Bernardino
14) Lucia Adriano
15) ///
16) ///
17) ///
18) ///
All. Lucchino Francesco (per squalifica era presente Lucia Orazio in panchina)
Indisponibili: Cerminara, Iuliano Oscar, Della Porta, Cianflone e Iuliano Marco
Squalificati: Mancuso, Matarazzo e Iuliano Simone.
Il punto sul Girone F
Petronà vince e conquista il trono
"Grande e soprattutto preziosa vittoria del Petronà che batte una diretta concorrente regalando ai tifosi tre gemme contro una rimaneggiata Mac. Sfruttando anche il mezzo passo falso della Nuova Pontegrande che va ad impattare con il classico risultato ad occhiali in casa dell'Uesse il team ionico del Petronà si piazza sul gradino più alto della classifica. In questa strana domenica ci sono molti risultati a sorpresa tra cui da segnalare è la somprendente vittoria dell'Amato, che sembra avere in quest'ultime partite una marcia in più riuscendo a sconfiggere in casa per tre reti a due la formazione del Vena. Due sono state le vittorie in trasferta e sono quella per 3-2 del Salcamp in casa del Cerva e quella per 2-1 dello Zagarise in casa del Santacroceravolo. Da segnalare inoltre il roboante risultato del Carrao contro il Miglierina, oramai abituata a subire goleade dalle squadre avversarsie ogni domenica, che si impone con il risulato tennistico di 6-0 e per finire il pareggio per due reti a due tra la Cicalese, al suo primo punto stagionale, e il Magisano che non accontenta nessuna delle due squadre".
Antonino Della Porta

martedì 13 novembre 2007

Come mi piacerebbe pensare un progetto


















Un’affascinante distesa di neve
Che nessuno ha mai calpestato
Un bagliore luminoso tutto da percorrere
In cui sarà piacevole lasciare tracce di noi.

Un fermarsi ogni tanto…. A guardare e scoprire
Come cambia l’orizzonte man mano che avanziamo.
Accelerare per superare agevolmente gli ostacoli.

Rallentare per sincronizzarci con i compagni di viaggio.

Sostare di tanto in tanto per riprendere energia.

Ma anche fermarsi per poter guardare indietro.

Riconoscere le nostre impronte per poter capire
Quanta strada abbiamo già percorso
Nessuno ci garantisce che il sole splenderà sempre.

E che non incontreremo mai ostacoli e bufere.

L’importante è conoscere quanta forza abbiamo nelle gambe
Ma soprattutto…………… quanta ne abbiamo nel cuore.


Pino Della Porta