mercoledì 31 ottobre 2007

Meliusum - A terra mia

Il rapporto con la propria terra e’ un sentimento cosi’ forte e profondo che solo la poesia puo’ tradurlo in parole ed immagini scandendolo in versi armonici e sentimenti che non finiscono mai di provocare emozioni incisive e forti alla sola rievocazione

A terra mia

Vorra ccumu nu spirdu diventare
E sse vie vie jire a caminare
Ammie nessunu mo` me po vidire
Ed’io tuttu stu mondu a taliare

Partu da chjazza chi nescivi io
Partu de lla` duve s’appoggia Dio
Tiegnu na voglia pazza mu te viju
Te vuogliu tantu bene tantu chi un cce criju

C’era nnu barra chi mo nun cce` cchju
Duve passamme a miegliu gioventu’
“U pratanu” u chjamamu mbece e` tigliu
Crisciutu ammienzu e tie cumu nu fhigliu

Pigliu na vozza e vaju alla fhuntana
Se sente scrusciu d’acqua cosa strana
Quante trippate e quant’arrozzuluni
E quant’amuri nescieru a ssi cavuni

De chista terra chi ma nutricatu
Tuttu chillu chi sacciu haiu ‘mparatu
Oi ! quante vote t’avera cangiatu
Si u tiempu u fosse statu misuratu

Vinci sempre tu mbullandu a vucca
E lla tua gente e ppe llu munda tutta
Troppu priestu cuminciamme a vidire
Ch’ere venutu u tiempu de partire

Mma ogne vota chi vuogliu io te viju
Chjudu l’uocchji cce te pienzu e mme ricriju
E ppe lle vie vie me mintu a caminare
Caminu sempre senza me e stancare

Viju jocare ancora quatrarielli
Vijiu na vecchia chi me vo parrare
U sule punge u granu e’ assulicchiatu
I quatrarielli l’hanu surchiatu

Io sugnu cca no duve sugnu statu
E llu viaggiutu l’haiu ormai pagatu
Sta guccia chi me scinde de n’tra l’uocchi
Me fha vidire i quatri chiari tutti

Allora ridu e mme sientu cuntientu
Un sugnu sulu cci nde su cientu e cientu
Ccu llu pensieru ancora tuornu duve jia
E`tuttu veru mma e` nna poesia.

Giuseppe Della Porta

Meliusum - Luci su Migliuso dei primi anni '50

Nei primi anni 50 Migliuso si presentava cosi’: le strade non erano asfaltate, il traffico scorreva dunque sulla terra battuta che d’estate sollevava nuvole di polvere, e d’inverno quando pioveva, diventava una palude di fango e melma. Le fogne non esistevano, i rifiuti si buttavano per le strade.
In mezzo ai rifiuti grufolavano i maiali,starnazzavano le galline e giocavamo noi bambini. Le case erano disadorne, le finestre, dotate di inferriate erano senza vetri, e facevano penetrare all’interno, vento, freddo e acqua. Generalmente le case erano una stanza al piano terra ed una a quello superiore collegate, tra di loro da una scala di legno pericolosissima, alla cui sommita’ stava una porta di chiusura detta catarattu. Nelle case non esitevano gabinetti. I benestanti generalmente facevano una specie di garitta nell’orto e questi funzionava da cesso (e’ lo era veramente). I poveri non ne avevano e si servivano dei campi, ma in caso di bisogno anche delle piazze o dei vicoli. Per la notte si usavano i pitali (Pisciaturi) ogni famiglia ne aveva a disposizione almeno due.Dopo l’uso, si rovesciava il contenuto dalla finestra, e di solito nessuno, si curava di avvertire i passanti. Tante case erano generalmente formate da un’ampia stanza, dove la gente viveva stipata come sardine nella piu’ assoluta promiscuita’. L’arredamento semplice e essenziale era formato da un letto, il tavolo, la credenza, una cassa di legno (a cascia) ed il cassone (u casciune) per le derrate alimentari. Il letto consisteva in un monumentale paliericcio (detto saccune) posato su delle tavole sorrette da supporti in ferro. Chi poteva vi stendeva un materasso di lana o almeno di crine. Le lenzuola e le coperte erano scarse, in alternativa avevamo a schavina ella fharzata; la prima generalmente era fatta di filato di ginestra, ruvida come la carta vetrata, la seconda era una specie di zerbino fatta con i ritagli di vecchi stracci multicorori o vestiti non piu’ utilizzabili .
D’inverno spesso a causa del freddo ci si coricava, senza spogliarsi completamente, usando anche i cappotti come coperte. I letti erano spesso affollati, come la metropolitana nell’ora di punta, i figli dormivano con i genitori, i fratelli dormivano con le sorelle, i nonni con i bambini etc.
Ai piedi del letto stava il braciere. Non mancava mai la madia (majilla) perche’ il pane si faceva in casa. Attaccato alle travi del soffitto c’era ricavato un ripostiglio per il pane ed i formaggi (l’armaru) cosi’ in alto si diceva per proteggerli dagli animali, ma forse anche per evitare che qualcuno ne facesse abuso.
Il ceto d’appartenenza dettava la dieta. I poveri si accontentavano di una minestra di verdura con fagioli e patate, un pezzo di pane e companatico spesso accompagnati da un cipolla e un peperoncino.
Le stoviglie erano scarse, e molte volte in un solo piatto grande (zuppiera) vi attingeva con cucchiai e forchette tutta la famiglia. Il coltello usato era quello che generalmente si portava in tasca, e non solo per mangiare.
La tovaglia era rustica ed ai sui lembi i commensali si pulivano la bocca e le mani. La domenica e i giorni festivi compariva in tavola la carne, che poteva essere di pollo, coniglio, agnello, ma piu’ spesso era di porco perche’ non c’era famiglia che non avesse il suo. Il pesce si usava pochissimo ed al massimo si faceva uso di baccala’ impanato e fritto.
Semisconosciuto era l’uso del fazzoletto, portare una pezzuola per pulirsi il naso, era considerato sconcio, la gente preferiva ricorrere all’uso delle dita o ai lembi della camicie.
I matrimoni erano molto precoci, e una donna quando superava venti ventidue anni era gia’ considerata un zitella senza speranze. A dodici tredici anni si poteva gia’ essere fidanzati o promessi da parte dei genitori.
In quel tempo i figli si partorivano in casa con il solo ausilio della levatrice. La puerpera generalmente restava a letto almeno per quindici o venti giorni e dentro casa veniva assistita dalla mamma e/o piu’ raramente dalla suocera. Dopo il parto amiche e conoscenti andavano a trovare la mamma col bambino portando in dono generalmente viveri di conforto, pasta, zucchero, caffe’ raramente una gallina, biscotti o altro. Il battesimo veniva effettuato dopo circa un mese, ed il nome del piccolo era senza ombra di dubbio il nome di uno dei nonni .
Come il battesimo e il matrimonio, anche il funerale aveva un suo rituale e una sua pompa. Al capezzale di un moribondo si davano appuntamento i parenti, gli amici e il prete, e non lo abbandonavano un’istante specialmente se era un possidente.
Giuseppe Della Porta

lunedì 29 ottobre 2007

Eventi: Angoli - Sagra della Castagna

03 Novembre 2007

XVIII
SAGRA DELLA CASTAGNA

ANGOLI


Al via l'appuntamento annuale della "Sagra della castagna di Angoli"
...molti di noi avranno già vissuto l'evento ma come come ogni anno mille sono i motivi per ripetere l'esperienza... tanto buon vino e degustazioni gastronomiche a buon prezzo... il tutto in una cornice di festa che per una sera trasforma il paese in un luogo magico che riporta al passato, a vecchie tradizioni, a stili di vita ormai persi... è bello ricordare, è bello farlo così... per chi non ci fosse mai stato il consiglio è di prendersi tutto il pomeriggio e trascorrerlo nel paese, vivendo anche le fasi di preparazione... una videocamera, una macchina fotofrafica e lo stomaco vuoto da riempire... l'aria di montagna, la tranquillità del piccolo paese... una fuga temporanea dallo stress di tutti i giorni... l'occasione giusta per rincontrare vecchi amici, fare nuove conoscenze, scoprire qualcosa in più sul mondo della castagna...

allora l'appuntamento è per il 3 novembre, non prendete impegni ed avvisate parenti ed amici...

Post Pubblicato da Dino Iuliano nel suo blog - http://dinoiuliano76.blogspot.com

Classifica






Il punto sulla giornata - 1a ANDATA







Buona partenza per la Mac che ha battuto tra le mura amiche la modesta formazione del Carrao per 5 reti a 2.

Le scelte dettate dalla voglia di vincere di Mister Lucchino hanno scontentato un po' il gruppo che si presenta ai nastri di partenza con una rosa ampia e qualificata, coperta in tutti ruoli con almeno due scelte.

Ma a volte lo spirito di gruppo, specialmente in Terza categoria, e' piu' importante di tutto il resto e speriamo che "Ciccio" lo sappia gestire nel migliore dei modi.

Da segnalare il ritorno in auge del bomber Cerminara che pur tornando da un lungo infortunio e con pochi allenamenti sulle gambe si e' reso protagonista di questa partita con una doppietta purtroppo macchiata nel finale da un espulsione per somma di ammonizioni.

Mac 3- Carrao 5-2
Reti: Matarazzo (rig.), Mancuso, Lucia P., 2 Cerminara.



Formazione:

1) Iuliano Marco
2) Critelli Bruno
3) Iuliano Oscar (Scalise)
4) Iuliano Simone
5) Sinopoli Antonio
6) Cianflone Alessio
7) Iuliano Alex (Cantafio)
8) Matarazzo Francesco
9) Iuliano Dino (Cerminara)
10) Mancuso Antonio (Di Giorgio)
11) Lucia Paolo

12) Fazio Felice ‘72
13) Cantafio Giuseppe
14) Lucia Antonio
15) Scalise Giuseppe
16) Di Giorgio Gianni
17) Cerminara Angelo
18) Della Porta Maurizio

All. Lucchino Francesco

Indisponibili: Lucia G., Lucia W., Galluzzi, De Santis, Morelli e Pulice

Non Convocati: Felicetti, Fazio Felice '68.

Il punto sul Girone F
" La prima giornata di campionato e' iniziata nel migliore dei modi. il girone F risulta essere uno dei piu' ricchi, soprattutto per quanto riguarda il bagaglio tecnico dei calciatori. Un pareggio amaro quello tra Cerva e Amato che non soddisfa nessuno, lasciando il rimpianto per entrambe le squadre in campo. Anche il tempo ieri non era dalla parte dei giocatori, infatti, la partita Miglierina-Santacroceceravolo e' stata sospesa per nebbia, anche se la partita aveva gia' maturato tre gol per squadra. Il Salcamp vince in casa contro la Cicalese uno a zero. A Zagarise invece vince l'Us Catanzaro 1929 con un gol di Moscarino. Goleada nella partita Mac3-Carrao con 5 gol per la squadra di casa e due per gli ospiti. Il Petrona' fuori casa vince con quattro gol contro il Magisano, splendidi gol di Aras, Sacco V. e Bizantini. Vittoria anche per il Pontegrande che si conferma ottima squadra cosi' come aveva dimostrato lo scorso anno, vince con un poker che lascia senza dubbi sia l'allenatore del Pontegrande che vede una squadra ben messa in campo e sinergica, ma anche l'allenatore della squadra avversaria che dovra' rivedere qualcosa nella squadra messa in campo. Insomma una giornata che lascia qualcuno con l'amaro in bocca, ma che sostanzialmente delinea gia' le personalita' forti di Pontegrande, Petrona' e Mac3, che continuando di questo passo potranno rimanere sempre sul vertice della classifica. Un girone molto interessante, che vede anche molti giocatori tecnicamente bravi".
Maurizio Cacia
Calabria Ora, lunedi' 29 Ottobre 2007, TERZA CATEGORIA - Pag. 49

N.B: Ci scusiamo per gli svariati errori che sono stati scritti in riguardo dell'incontro MIGLIERINA F. - SANTACROCERAVOLO ma sul Comunicato Ufficiale FIGC - LND della Delegazione Provinciale di Catanzaro n. 23 del 07/11/2007 è stato trascritto quanto segue: "ERRATA CORRIGE RISULTATO GARA MIGLIERINA F. – SANTACROCERAVOLO del 28/10/2007
Per mero errore di trascrizione sul C.U. n° 19 è stato riportato come definitivo il risultato della gara a margine; in effetti la gara è stata definitivamente sospesa per nebbia al 35’ del 2° tempo sul punteggio di 3-3 e dovrà essere recuperata per come disposto dal G.S. e reiportato in altra parte del presente comunicato".