martedì 13 novembre 2007

Il punto sulla giornata - 3a ANDATA








Altri tre punti in più messi in cassaforte nella corsa verso la promozione per la Mac che si impone tra le mura amiche per 4-3 su un'indomita Cicalese, che sperava di portare a casa almeno un punticino per muovere le acque dai bassifondi della classifica.
La gara è stata molto nervosa perchè condizionata dalla scarsa gestione arbitrale, che anche se non ci sono stati molti falli e scorrettezze in campo a tratti il direttore di gara è sembrato spaesato e confuso regalando cartellini a gogò ai giocatori di entrambe le società.
Ma andiamo alla partita che ha visto sempre la Mac andare in vantaggio chiudendo la prima parte di gara sul 2-1 con un uno due di Matarazzo e Iuliano Dino prima che la Cicalese accorciasse le distanze. Nel secondo tempo la partita si gioca prevalentemente a centrocampo con piccole fiammate da parte della Cicalese che crede al pareggio e si spinge in avanti insistentemente nella ricerca del gol che non arriva per l'imprecisione del pacchetto avanzato, ma gli taglia le gambe la pregevole punizione dal limite dell'area scoccata dal piedino fatato di Antonio Lucia giunto ormai al secondo timbro personale consecutivo su calcio piazzato.
Dopo una fase di sbandamento la Cicalese ci riprova a farsi sotto e trova la rete su una dormita generale della difesa avversarsia che non riesce a sbrogliare una mischia in area facendosi infilzare da pochi metri dalla porta. Passa poco e sembra chiudere i conti quando mancano una manciata di minuti il pungente contropiede del saettante Alex Iuliano che si invola sulla sinistra e trafigge l'incolpevole portiere dei giallorossi (in questa partita indossavano una divisa completamente blu scura) con un diagolare che si va spengersi nell'angolo della rete opposta.
Ma il valzer non è ancora finito e sull'ennesima dormita della difesa biancazzurra arriva il terzo gol per gli ospiti che nel periodo di recupero credono di poter agguantare il desiderato pareggio.
La partita termina sul 4-3 per il team capitanato da Simone Iuliano che rimprovera spesso i suoi per l'ingenuità commesse nell'arco della partita culminate da ingenue sanzioni disciplinari e da incresciose disattenzioni nella gestione del match.
Mac 3 - Cicalese 4-3
Reti: Matarazzo, Iuliano Dino, Lucia Antonio e Iuliano Alex.
Formazione:
1) Iuliano Marco
2) Iuliano Oscar
3) Scalise Giuseppe (Sinopoli)
4) Iuliano Simone (cap.)
5) Cianflone Alessio
6) Lucia Antonio
7) Pulice Salvatore
8) Matarazzo Francesco
9) Iuliano Dino (Lucia P.)
10) Di Giorgio Gianni (Fialà)
11) Iuliano Alex
12) Fazio Felice '72
13) Lucia Adriano
14) Fazio Felice '68
15) Fialà Andrea
16) Della Porta Maurizio
17) Sinopoli Antonio
18) Lucia Paolo
All. Lucchino Francesco
Indisponibili: Critelli, Felicetti, Galluzzi, Lucia G., Cerminara.
Squalificati: Mancuso.
Il punto sul Girone F
Petronà da urlo: nove reti in casa Miglierina
"Botta e risposta tra Mileti e Marco in Salcamp-Amato; tre doppiette diverse anche nella goleada di Miglierina dove i padroni di casa soccombono per ben nove a zero sotto i colpi inesorabili di Valoroso, Bizantini, Pascuzzi, Colosimo, Gentile e Marchio, con questo giovane che al debutto ha indovinato gol e prestazione. Eccezionali anche i due gol di Grande che fanno volare il Vena. La squadra lametina così arriva al secondo posto approfittando del passo falso del Cerva, sconfitto a Magisano da un gol di Dardano con la complicità del vento, arrivando ad occupare una seconda piazza affollatissima a causa delle vittorie del Mac3 (n.a.b. purtroppo il giornalista non ha considerato la partita disputata dalla Mac contro il Santacroceravolo ed invece di attribuirle il corretto punteggio di nove punti ne fa comparire solo sei su due partite), 4-3 sulla Cicalese, e del già citato Petronà. Il pontegrande è già in fuga grazie al successo contro il Santacroceravolo nell'anticipo del sabato grazie alle reti di Marino su rigore, Vasapollo e Caracciolo. Muove, infine, la classifica il Zagarise che sconfigge il Carrao con Verzino e Lobello. Nel prossimo turno assisteremo, in particolare, alla sfida tra Cerva e Salcamp, ovvero tra due squadre che cercano il rilancio e tra Petronà e Mac3 per continuare a volare, così come in Uesse contro Nuova Pontegrande".
Francesco Calvano
Calabria Ora, lunedì 12 Novembre 2007, TERZA CATEGORIA - Pag. 50

sabato 10 novembre 2007

Il Matrimonio (U matremmuonu)

In tempi antichi a Migliuso non ci si sposava mai nella settimana precedente la Pasqua perchè era la settimana di passione di nostro Signore Gesù Cristo e non ci si sposava neanche nel mese di maggio perchè era considerato il mese degli asini. Infatti in questo periodo anche gli asini vanno in amore. Non era raro che le nostre donne dovessero arrossire dalla vergogna quanto gli asini maschi sentivano l’odore di una femmina e incominciavano ad essere irrequieti. Pertanto il mese di maggio era quello in cui assolutamente non ci si doveva sposare. In realtà gli asini non avevano niente a che vedere con questa credenza che è di origine romana in quanto maggio era il mese dei Lemuri ossia della commemorazione delle anime dei defunti pertanto considerato infausto per i matrimoni. Il matrimonio generalmente era possibile solo tra appartenenti allo stesso ceto sociale e le forme erano piu’ o meno solenni a seconda dell’appartenenza dello stesso. La cerimonia nuziale generalmente era preceduta dalla promessa (U purmintere) e spesso tra l’una e l’altra intercorreva una distanza di mesi a volte di anni determinate quasi sempre dall’età degli sposi e dalle disponibilità finanziarie delle famiglie. La promessa di matrimonio stretta insieme alle famiglie dei giovani non comportava oblighi particolari, era solo un’impegno assunto dalla coppia di fronte ai genitori e gli amici, festeggiato con un banchetto (Tavulata) e sancito con lo scambio degli anelli e dei regali e dalle parole d’impegno e di accettazione dei corrispettivi familiari, sin da quel momento i giovani promessi dovevano chiamare i genitori dell’altro mamma e papà e i parenti zio o zia etc. L’anello d’oro veniva portato rigorosamente al dito anulare in quanto stabiliva un legame immaginario tra il cuore la ragione e la fede. Da credenze grecaniche dall’anulare parte un nervo sottile che arriva al cuore (dunque unione tra la fede e il cuore). Il matrimonio generalmente era combinato dai genitori (padri in particolare) i quali stabilivano anche la dote per entrambi. Nella settimana antecedente la celebrazione del matrimonio veniva trasferita nella dimora degli sposi la biancheria (u Janchiju) data in dote alla sposa dai propri genitori. Generalmente veniva trasferita con grandi canestri lasciati volutamente scoperti per far vedere a tutti la quantità e la qualità della dote. Il giorno del matrimonio lo sposo poteva vedere la sposa in abito bianco solo quando lei si presentava davanti alla chiesa (vederla prima portava male). Lo stesso giorno di mattina i rispettivi invitati raggiungevano le famiglie dello sposo e della sposa dove veniva effettuato un rinfresco che consisteva in caffè, liquori fatti in casa con gli estratti, pan di spagna, mostacciuoli, tarallucci dolci, confetti e più recentemente cioccolatini e paste di mandorla. La cerimonia in chiesa avveniva più o meno come oggi ma senza fotografo e videocamere. Tra la fine dello ottocento e la seconda metà del novecento i più fortunati la settimana dopo si recavano a Nicastro per le foto di rito generalmente da Le pera o il 900. Terminata la celebrazione in chiesa si consumava a casa propria (se lo spazio era sufficiente) o a casa di amici il pranzo nuziale. Il pranzo nuziale che era il più ricco possible tanto che spesso per questo ci s’indebitava e la gente mangiava a crepapelle anche quello che magari non riusciva più ad entrare nel loro stomaco. Non era raro che il giorno dopo ci fosse un’epidemia di diarrea. La base del pranzo era costituita dall’antipasto di salumi e sottaceti, la minestrina di pollo con polpettine di carne, il timballo, la carne di agnello al forno con contorni vari (raramente vitello) qualche volta u vrasciolune una specie di polpettone di carne tritata con verdure ed uova sode il tutto insaccato dentro la parte molle della pancia dell’agnello e poi nacatule, vrashole, frutta di stagione caffe e dolci, il tutto innaffiato in abbondante vino. La torta nuziale era ancora poco conosciuta, ed i regali ricevuti sotto forma di denaro venivano ritirati dai rispettivi genitori per far fronte al pagamento delle spese sostenute. I poveri sposi come si soleva dire il giorno dopo restavano spasulati o meglio ccu lli spalli mundati, cioè nudi e senza una lira e con una miriade di piccoli problemi da affrontare. Terminato il pranzo le amiche che generalmente erano le cugine o le comari regalavano alla sposa un fuso ed una conocchia, simboli della virtù domestica femminile. Nel letto quasi sempre c’era un qualcosa che non permetteva agli sposi l’immediato rifugio nel loro nido dell’amore, generalmente era dello zucchero tra le lenzuola o il classico sacco. Il viaggio di nozze era un’illustre sconosciuto, in compenso però la prima notte di nozze veniva disturbata o allietata (dipende dai punti di vista) dalla serenata condotta ed organizzata da una torma di parenti e amici i quali con questa scusa non permettevano la consumazione del matrimonio e continuavano l’abbuffata iniziata il giorno prima.

Pensieri luntani

Quandu cala llu sule tutte e sire
me sientu nu mindicu disperatu
Allu Migliusu mi nde vorra jire
allu paise ch'aju abbandunatu
E pienzu a cchille case e a chilla gente
tanti ricuordi tornanu alla mente

Quantu dulure ancora sientu mpiettu
viju a za Marastella allu quaziettu
Nu mundu duve u primu era llu pane
duve alla scola jiemu ccu lle zane
Viju alla chjazza na fhinestra chjusa
duve Rosa affacciava ccu nna scusa

Me ngrizzulanu i carni arrassu sia
si giru a capu e guardu a casa mia
Si vaju ancore versu a vallarella
me pare ancore ca' sta vita e` bella
Palate e mamma chi parienu rose
gente chi fha sempre e stesse cose

E casicelle alla rasa d'a strata
ancuna nova e ancuna scatrejata
E fhuntane d'a' vecchja u cumune e collaru
cuculu , zingaru i granci e ruvettaru
L'erva e lli juri ppe l'ascenzione
e doppu tutti quanti n'prucessione

Hoi vecchja chjazza un'e` cangiatu nente
alli scaluni sempre a stessa gente
U pratanu e' crisciutu e l'umbra duna
puru quandu e' dde sira sutta a luna
Nu viecchju parra ancora d'o passatu
quandu a sira tornava assulicchjato

Mo me fhiermu e cce pienzu n'atra vota
a capu gira e va' cumu na rota
A sira e tarda ed io sugnu luntanu
runziju e giru cumu a nnu tavanu
Ma sina chi un me mintenu ntra' fhossa
viegnu e ve' stringiu ancora ssi quattrossa

Il rapporto con la propria terra e’ un sentimento cosi’ forte e profondo che solo la poesia puo’ tradurlo in parole ed immagini scandendolo in versi armonici e sentimenti che non non finiscono mai di provocare emozioni incisive e forti alla sola rievocazione

Pino Della Porta

domenica 4 novembre 2007

Il punto sulla giornata - 2a ANDATA








Continua la marcia trionfale del team biancazzuro...

Infatti, la Mac esce imbattuta, nell' anticipo di sabato in trasferta a Magisano, contro il Santacroceravolo sbancando con un 2-0 che aumenta le ambizioni della squadra allenata da "Ciccio" Lucchino.
Anche se macchinosa la manovra della squadra ospite e' stata efficace nel finale della partita, forse per le ottime scelte nei cambi del mister, che nel secondo tempo mette dentro forze fresche che saranno poi decisive nel prosieguo del match. Proprio due subentrati sugellano il 2-0 a favore della Mac... La prima rete e' di Mancuso al 60' dopo appena cinque minuti dal suo ingresso mentre il gol della sicurezza arriva al 80' su calcio piazzato con un pregevole tiro di Antonio Lucia che insacca il pallone dove il portiere non puo' proprio arrivare.
Come gia' rimarcato in precedenza le note positive vengono dalle riserve Mancuso e Lucia A., al suo debutto stagionale, mentre da rivedere sono il poco concludente Lucia P. in attacco, l'appannato rifinitore Matarazzo e l'incerto portiere Fazio, che in questa giornata partiva da titolare dimostrando pero' di avere alcune pecche sulle uscite e sui rinvii.
Da segnalare il debutto del giovane Della Porta a dieci minuti dal triplice fischio finale, il buon esordio da titolare dell'altro baby Scalise e la superba prova di Critelli nel pacchetto arretrato.

Santacroceravolo - Mac 3 0-2
Reti: 60' Mancuso, 80' Lucia A.

Formazione:

1) Fazio Felice '72
2) Iuliano Oscar
3) Scalise Giuseppe
4) Iuliano Simone
5) Critelli Bruno
6) Cianflone Alessio
7) Iuliano Alex
8) Matarazzo Francesco
9) Iuliano Dino (Lucia A.)
10) Di Giorgio Gianni (Mancuso)
11) Lucia Paolo (Della Porta)

12)
13)
14)
15)
16)
17)
18)

All. Lucchino Francesco

Indisponibili:

Squalificati: Cerminara

Il punto sul Girone F

Dopo il trionfo fuori casa per la Mac3 rispondono alla grande anche l'Uesse Catanzaro con un travolgente 7-0 sul malcapitato Miglierina ed il Pontegrande che va a vincere sul terreno dell'Amato per 3 reti a 2.
Queste tre formazioni vincenti guidano la testa del girone a punteggio pieno aspettando che il recupero della partita tra il Petronà ed il Salcamp sancisca, in caso di vittoria di una delle due, l'eventuale quarta squadra primatista.
Da sottolineare il risveglio del Vena, alla partenza una delle favorite per la vittoria finale del girone, con un perentorio 3-1 sul Zagarise e la preziosa vittoria esterna del Cerva di misura sulla Cicalese per due ad una che la spinge al ridosso del terzetto di testa.
Per chiudere bisogna parlare del pirotecnico pareggio 3-3 tra il Carrao ed Magisano che schioda entrambe le squadre dallo zero in classifica.

venerdì 2 novembre 2007

Meliusum - Simbolo del paese



Dopo aver letto il commento di Pino Della Porta, colgo l'occasione di mostrarvi il logo gialloverde da me disegnato che sta diventando giorno dopo giorno il simbolo di Migliuso.

Come c'e' scritto nel commento questo logo nasce non solo da un'analisi storica ma anche da una coincidenza datata 1985, che qualche giorno Pino ci spieghera'.

Aspettando questa spiegazione, vorrei sapere dai frequentatori di questo blog se il logo Meliusum oltre a riempirci di orgoglio stia rafforzando il senso di appartenenza a questa piccola comunità...

Ecco alcuni segni di appartenenza alla comunita' migliusese: